Ieri ho passato un bel pomeriggio a Milano in compagnia di Yoshie, la mia ex coinquilina giapponese nell’ultimo appartamento a Londra. Sono anni che gira il mondo spassandosela, si insinua in una nazione con la scusa del visto studenti, si iscrive ad un qualsiasi corso di inglese, e si mantiene lavorando part time. In questo modo ha vissuto in Canada, America, Londra e Australia. Ora ha deciso di lasciare la triste Londra per girare un po’ l’europa e poi tornare a studiare in Australia.
Siamo stati insieme in cima al Duomo di Milano, cosa che non avevo mai fatto, abbiamo fatto un pranzo all’aperto in Cordusio, camminato fino al Castello Sforzesco, due passi in Parco Sempione e poi verso le colonne di San Lorenzo, avrei voluto avere la macchina fotografica con me! Mi farò passare le foto.
Lei dice che potrei fare un Working Holiday in Giappone, e quando lei ci tornerà potremmo anche dividere casa. Comunque…
La giornata è finita poi alla cazzo, sono andato a trovare una ex, mi sono fatto due palle e in più ho bucato e sono arrivato a casa alle 2.
A Milano non c’è un cazzo di lavoro, ma piuttosto che tornare a Londra venderei il cocco in spiaggia. Chi vivrà vedrà, cazzo.
Archivio settembre, 2009
Cazzo
Forse torno a Londra
Archiviata la possibilità di lavorare a Roma, data l’offerta non interessante, oggi mi è stato offerto un contratto a tempo indeterminato a Milano. Al momento ho detto che ci avrei riflettuto mezza giornata, così sono rientrato e mi sono consigliato con mia mamma, invece che parlare a me stesso allo specchio. L’ho fatto per ore, ho pensato e ripensato, in bilico tra il chiamare per rifiutare o per accettare. Ogni mia decisione è sempre accompagnata da ore o giorni di indecisione su cosa fare, mi faccio un sacco di seghe mentali, diciamoci la verità.
Insomma posso dire che ho quasi rifiutato perchè ho chiamato e chiesto più soldi, mi faranno sapere.
Mi ricordo i tempi in cui ero indeciso se lavorare o meno in Svizzera, ho tirato e stra tirato il prezzo, avevo ottenuto una cifra inaudita, nemmeno fossi entrato in ufficio con un passa montagna gridando questa è una rapina… ma avevo alla fine rifiutato… ed ero poi partito per Londra.
Dicono che i casi borderline amino farsi del male da soli, io sono decisamente al di là del border.
Forse torno a Londra
Lavorare per niente
Quando non ho niente da fare io di solito vado a Roma e faccio un colloquio.
Otto ore di treno, quattro all’andata e quattro al ritorno, da solo. Ho una grande pazienza, e so stare da solo.
Il lavoro sarebbe anche interessante, lo stipendio un po’ meno, ma siamo in Italia dopo tutto. Dove chi vale non vale un cazzo. Ora scriverò una bella mail al tipo che mi vorrebbe assumere e chiedo di più, se non ci stanno se lo possono andare a prendere in culo. Lavorare un pò a Roma sarebbe anche carina come cosa, ma non per un cazzo ovviamente.
Per il resto tutto è esattamento come l’ho lasciato due anni fa quando sono partito per stare all’estero. La famiglia, gli amici, la noia, l’inutilità della vita nella sua forma migliore (o peggiore). Come diceva una canzone degli Oasis:
Vale la pena sbattersi per trovare un lavoro quando non c’è nulla per cui valga la pena lavorare?